UrePia intervista Fumio “Osabu” Osano e Yoshio Kataoka

Official

Ciao a tutti,

postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell’intervista che il portale giapponeseUrePia” ha recentemente proposto a FumioOsabuOsano e Yoshio Kataoka.

Buona lettura. : )

-Parla Osabu: i segreti sulla nascita di Sailor Moon-

  • Urepia: anche dopo venti anni, la passione e l’amore per Sailor Moon continuano. Potete condividere con noi qualche aneddoto accaduto dietro le quinte durante la produzione originale del manga? Sig. Osano, Le è stato dato il nomignoloOsabu” da Naoko Takeuchi ed alcune illustrazioni che La raffiguravano  sono state incluse in molte produzioni a margine della serie, quindi era abbastanza influente. Condivida con noi alcuni ricordi del periodo della prima serializzazione del manga di Sailor Moon.
  • Osano: in primo luogo, quando Naoko Takeuchi mi ha detto che voleva rappresentare tutte e cinque le ragazze come bellissime guerriere ero contrario. Il mio parere era che la protagonista avrebbe dovuto risaltare rispetto al resto e che gli altri personaggi avrebbero dovuto esistere soltanto in relazione alla protagonista, come aiutanti. Ho pensato che sarebbe stato più efficace se i personaggi avessero avuto qualità individuali e distinte tra loro, farle tutte carine sarebbe stato come farle con lo stampino… Detto questo, quando Naoko Takeuchi mi ha mostrato i costumi che aveva in mente per le sue Guerriere Sailor ho pensato “forse potrebbe funzionare!”. Ora che sono passati ventanni faccio finta di non ricordare come allora io fossi contrario alle sue idee. (ride)
  • U: quanto tempo dopo che il concept iniziale per Sailor Moon fu approvato è cominciata la serializzazione del manga?
  • O: circa tre mesi. Inizialmente è stato deciso che la trasmissione dell’anime sarebbe cominciata circa due mesi dopo serializzazione del manga, il che ha voluto dire che abbiamo dovuto stabilire subito tutti i particolari della vicenda. Allora Naoko Takeuchi stava finendoCherry Project” e quindi tutto il lavoro per Sailor Moon è stato fatto contemporaneamente. Mi ricordo che solitamente facevamo riunioni frenetiche ogni giorno, per cercare di capire come portare avanti il tutto.
  • U: così Sailor Moon è stata creata in appena tre mesi?!
  • O: in realtà è stata praticamente una cosa immediata. Originariamente era stata pensata come una serie molto divertente, ma ci siamo impegnati per mantenere sempre anche una certa parte romantica. Sebbene questo suoni come una contraddizione, volevamo che la serie avesse sia parti divertenti che parti più dolci. E penso che è proprio perché siamo riusciti a fare questa sintesi che Sailor Moon è diventata una serie così tanto amata, con moltissimi fan in tutto il mondo. Anche se naturalmente, la prima ragione per cui la serie è stata un tale successo è perché Naoko Takeuchi ha riversato così tanta energia nella sua creazione, in più il momento era proprio quello giusto. Penso che si sia trasformata in una grande forza globale di cui si parla ancora per tutte queste ragioni.
  • U: Sig. Kataoka, so che questa produzione è la Sua prima partecipazione effettiva al mondo di Sailor Moon, ma suppongo che abbia comunque qualche aneddoto da condividere su quel periodo, giusto?
  • Kataoka: allora ero solito leggere ogni meseNakayoshi” e quando Sailor Moon ha cominciato ad essere pubblicata ho pensato “questo è davvero un manga meraviglioso.” Cinque ragazze che combattono unite contro il male. La forza e l’amicizia delle ragazze mi hanno colpito moltissimo. E quindi successivamente è diventato anche un musical. E nei musical, le Guerriere Sailor erano sempre belle e forti, e naturalmente anche le storie erano meravigliose.
  • U: la prima stagione televisiva di Sailor Moon sarà anche stata messa insieme in tre mesi, ma direbbe che è stata lo stessa cosa per questo nuovo musical? O la sua creazione è stata più lenta e più ponderata?
  • K: in realtà non ho ben chiari ricordi delle mie riunioni di lavoro. (ride) Per questo musical non intendiamo affatto allontanarci dalla creazione originale e perciò ci siamo fatti guidare molto. La trama è basata sui volumi 13 del manga, che contengono la vicenda del Dark Kingdom, con soltanto una novità nella trama, in modo che la storia abbia comunque un aspetto peculiare.
  • O: lo sceneggiatore e regista, Hiramitsu Takuya, inoltre si è già occupato di alcune produzioni di Sera Myu tra il 1994 e il 1998, quindi i fan hanno già familiarità con il suo stile. In realtà ho letto questa cosa oggi per la prima volta, ma per quanto ne so le vendite di quelle produzioni sono andate bene e gli spettacoli erano belli. Così possiamo aspettarci un grande musical originale da parte sua, ma che anche i fan dell’anime apprezzeranno.

-Chi sono realmente le cinque ragazze che interpretano le guerriere Sailor?-

Senshi

ROLa intervista Naoko Takeuchi, la traduzione

Official

Ciao ragazzi,

come vi avevamo recentemente promesso sulla nostra pagina Facebook, postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell’intervista che il magazine giapponeseROLa” ha recentemente proposto a Naoko Takeuchi (coadiuvata dal nostro FumioOsabuOsano), autrice di Sailor Moon.

Buona lettura.

Prima parte

  • Aya: è-è davvero la dea in carne ed ossa…
  • Naoko Takeuchi: Non sono proprio niente del genere. (ride)
  • A: ah, congratulazioni per il ventesimo anniversario di Sailor Moon!
  • NT: grazie.
  • A: in fondo sono davvero una nerd e in questi giorni sono stata estremamente nervosa, così oggi nella mia testa stanno turbinando i ricordi di quando, a suo tempo, ho letto la storia e poi l’ho vista in TV, quindi Le farò domande di ogni genere. Allora, andiamo al sodo, vorrei sapere da Lei tutti i dettagli su come è nata Sailor Moon
  • NT: non mi ricordo esattamente, ma volevo fare una serie simile ai Power Rangers, ma con una squadra composta da cinque ragazze combattenti. Ragazze carine che si trasformavano per combattere i cattivi.
  • A: capisco… personalmente, ho sempre pensato che tutte le Guerriere Sailor fossero davvero schiette e dirette, sono emancipate, possono interagire sul piano sociale e con il mondo intorno a loro con la libertà degli uomini e la loro forza è ciò che le rende attraenti. Era Sua intenzione creare dei personaggi così o si sono sviluppati in questo senso per delle ragioni esterne?
  • NT: sì… al tempo io personalmente ero molto indipendente e suppongo che sia naturale che i miei personaggi abbiano condiviso questa mia caratteristica, poi penso che anche la vasta prospettiva della storia che ho creato riflettesse la mia emancipazione personale. Ma credo che tutta quell’energia ora sia esaurita. (ride) Quando ho scritto la serie, vent’anni fa, ero giovane come le ragazze nella storia e penso che questo sia stato un altro fattore che ha contributo.
  • A: quindi significa che i Suoi personaggi avevano la stessa indipendenza che aveva Lei.
  • Osano: ma per essere onesti oggi c’è molta più rigidità di allora, potevamo permetterci molto di più. Ad esempio, la scena che abbiamo creato in cui Usagi, una ragazza delle scuole medie, si ubriaca in modo indecente non avrebbe mai passato la censura al giorno d’oggi.
  • A: è vero. Già che siamo su questo argomento, per i lettori la storia era uno sguardo, un modo di sbirciare il mondo degli adulti, che era meraviglioso… partendo da qui, che cosa mi dice riguardo agli episodi in cui compare Tuxedo Kamen?
  • NT: bene, la verità è che lui compare per fare una parodia. Per le studentesse delle scuole medie che si aggiravano per le vie di Roppongi o di Shibuya, circondate da un sacco di figure maschili vestite di nero, aveva un certo fascinoproibito”. (ride)
  • A: n-non ci credo… Tuxedo Kamen è un tipo di Shibuya che si veste di nero!

Controlla cento volte

  • A: haha, passiamo avanti. Penso che nel lavoro di Naoko Takeuchi ci sono parole che fanno tornare alla mente la serie. Ad esempio “Make Up!”, la formula di trasformazione. Per le ragazze, gridare “Make Up!” il più forte possibile era davvero fantastico. Come Le sono venuti in mente i motti e le formule per la serie?
  • NT: hmm, fammici pensare. Penso di averli elaborati quando stavo provando a rispettare le scadenze.
  • O: lei può essere un poco smemorata ogni tanto, quindi aggiungerò qualcosa io, a quel tempo quando le venne in mente la formulaMoon Prism Power, Make Up!” gliel’ho fatta ripetere trenta volte prima di decidere di approvarla definitivamente. Un altro motto a cui abbiamo lavorato davvero tanto è stato “in nome della Luna, io ti punirò!”. Penso di averla spinta a riconsiderarla almeno cento volte prima di essere entrambi d’accordo.
  • NT: suppongo che sia vero. Sai Osabu, eri un redattore davvero severo. (ride)
  • O: è sembrato come se l’avessi fatto almeno almeno cento volte, comunque.
  • NT: certamente.
  • A: ma poiché avete operato scelte così attente allora, ancora oggi il vostro lascito splende vivamente.
  • NT: a quel tempo, quando stavo creando i personaggi, ero solita pensare come elaborarli al meglio con tutte le mie forze. Ma sai, quando dovevo ripensare qualcosa cento volte prima che il mio redattore la accettasse, dicevo a me stessa: cosa diavolo sto facendo della mia vita? (ride)

Non lasciare le cose agli uomini della vecchia guardia

  • A: per me è affascinante come tutte le ragazze nell’opera siano così belle.
  • NT: sì. Ma i fumetti per ragazze sono così. È importante, giusto? Ma ai tempi gli uomini della vecchia guardia a Nakayoshi (come Osano-san) davvero non lo capivano. Dall’inizio io dissi: “voglio fare una serie a fumetti riguardante una squadra di cinque belle ragazze guerriere” e loro mi risposero: “aspetta un attimo. In una squadra di combattenti c’è sempre un personaggio divertente ed obeso ed un altro un po’ secchione che porta gli occhiali. Come puoi farle tutte e cinque carine?” e le proteste andarono avanti senza sosta. Oh, quei vecchi lì… penso che non avessero capito per nulla i fumetti per ragazze.
  • O: davvero era così… potrei sbagliarmi su qualche dettaglio su quello che sto per dire, ma… penso che allora le uniche serie TV con una squadra di combattenti fossero quella di Gatchaman e altre che la imitavano, in cui i personaggi erano tutti un po’ stereotipati.
  • NT: ai tempi pensai: “farò vedere a questi nonnetti anziani che delle belle ragazze come personaggi possono fare delle buone vendite e non lascerò la mia idea nelle loro mani”. Così ho dovuto lavorare sodo per sviluppare un senso di bellezza ed eleganza nei miei personaggi, senza pensare a quale fosse il loro tipo ideale. Allora i redattori della vecchia guardia di Nakayoshi pensarono che fossi testarda e non si curavano delle opinioni di noi autrici, è stato un periodo difficile.
  • A: quindi pensa che loro non avessero capito la poesia e la sottigliezza della Sua idea.
  • NT: certamente. Fu anche una sfida quando si è dovuto decidere lo schema dei colori. Inizialmente avevo proposto di usare dei colori pastello e quell’antiquato redattore di lungo corso mi disse: “devi usare dei colori più accesi”, “se vuoi che la rivista venda bisogna che tu usi molti blu e verdi, o gialli accesi”, “se vuoi usare il rosa, usa un rosa scuro” e fecero ogni tipo di richiesta a riguardo. In effetti quando ho deciso inizialmente il colore dei capelli di Sailor Moon li volevo argento, ma i vecchi nonnetti della redazione non hanno gradito neanche quella decisione ed erano realmente sconvolti, dissero che la rivista non avrebbe mai venduto se avessi usato un colore così scialbo. Quando poi dissi che pensavo che i capelli biondi fossero una scelta più adatta ad una principessa, per quanto riguarda la protagonista, qualcuno ha sogghignato e ha detto: “almeno non è una scelta da nonna come l’ultima volta”.
  • A: quindi è stato così che i capelli di Usagi hanno finito per essere biondi! Davvero interessante!
  • NT: penso di aver fatto la scelta giusta in quel caso, ma prendere decisioni simili era sempre una battaglia.
  • A: dai Suoi racconti sembra che abbia dovuto affrontare molte dure battaglie con i vecchi redattori allora. Forse anche più battaglie di quelle affrontate da Usagi e la sua squadra
  • NT: potrebbe essere vero. (ride)

Hobby Maniax intervista Fumio “Osabu” Osano

Official

Ciao a tutti,

postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell’intervista che il portale giapponeseHobby Maniax” ha recentemente proposto a FumioOsabuOsano, che ormai non ha certo bisogno di presentazioni. : )

Buona lettura.

“L’anno scorso fu annunciato a una fiera pubblica che per celebrare il ventesimo anniversario del marchioPretty Soldier Sailor Moon” si stava lavorando sia su di una nuova produzione animata che su altri progetti. Riguardo questo anime, che ha influenzato incredibilmente la pop culture, sono ora state create delle nuove figure ed altri oggetti che sono enormemente popolari (come potete leggere anche in alcuni degli altri nostri articoli).

Con il progetto del ventesimo anniversario in pieno svolgimento, uno dei primi articoli ad essere rilasciati sono stati queste figure, completamente snodabili, delle quali ci siamo particolarmente interessati.

Dall’annuncio della nuova linea di figure di Sailor Moon, la Bandai Collectors DivisionS.H.Figuarts” ha rilasciato finora solo Sailor Moon e Sailor Mercury. Sailor Mars è stata mostrata al Japan Expo di Parigi a Luglio e poco più tardi, lo stesso mese, Sailor Jupiter ha fatto la sua apparizione al ComicCon di San Diego in una mostra di prototipi.

Intervista 1

Al Tokyo Toy Show nel maggio 2013, S.H.Figuarts mostrò per la prima volta una versione a colori di Sailor Mercury.

S.H.Figuarts annunciò per la prima volta la sua nuova linea dedicata a Sailor Moon dopo la fiera Tamashii Nation nell’Ottobre 2012. A quel tempo, S.H.Figuarts stava lavorando col gruppo della Bandai Collector’s Division sulla serie di figure super deformed, dette “Chibi Arts”, quando decise di presentare anche le piccole Sailor Moon figure. Entrambe le serie furono mostrate nella teca di un angolo espositivo promozionale e furono ben accolte. Divennero addirittura trending topic su Twitter.

Intervista 2

Tamashii Nation 2012. Angolo espositivo dedicato a Pretty Soldier Sailor Moon.

Intervista 3

Anche le figures super deformed della linea Chibi Arts di Sailor Moon furono mostrate nello stesso spazio.

Sailormoon Channel, traduzioni delle note di Naoko

Official

Ciao a tutti,

oggi vi postiamo le traduzioni (eseguite dalla nostra koume) delle note relative alle fotografie che Naoko Takeuchi ha recentemente inserito nella sezionemoonな(na).photo!” del sito ufficiale giapponese di Sailor Moon.

Potete vedere le immagini cliccando qui.

  • photo! 12 – Cellulare 1 – “Questo è il cellulare che usavo l’anno scorso.“;
  • photo! 13 – Cellulare 2 – “Il mio iPhone 3G, gli swarovski sono brillantissimi!“;
  • photo! 14 – Cellulare 3 – “Il cellulare che uso adesso. Eheh.“;
  • photo! 15 – Cellulare 4 – “Il mio iPhone 4. Ho decorato anche questo.“;
  • photo! 16 – Scooter? – “A quanto pare si chiama monopattino.“;
  • photo! 17 – Kick skate (n.d.t.: in giapponese, per definire il monopattino, si usa il termine inglesekick skate“.) – “E’ troppo carino! Ci voglio salire! Se non ricordo male un tempo avevamo un giocattolo simile che si chiamava “Roller Suru GO!GO!”, vero?” (n.d.t.: il Roller Suru GO!GO! era un monopattino in alluminio in voga negli anni ’70, con due ruote anteriori e i freni sul manubrio. Pesava 60 kg.);
  • photo! 18 – E questi… – “… Cosa sono??“;
  • photo! 19 – Kyah! – “è troppo scollato!! (><)“.