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ROLa intervista Naoko Takeuchi, la traduzione

IntervisteCiao ragazzi,

come vi avevamo recentemente promesso sulla nostra pagina Facebook, postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell'intervista che il magazine giapponese "ROLa" ha recentemente proposto a Naoko Takeuchi (coadiuvata dal nostro Fumio "Osabu" Osano), autrice di Sailor Moon.

Buona lettura.

Prima parte

  • Aya: è-è davvero la dea in carne ed ossa…
  • Naoko Takeuchi: Non sono proprio niente del genere. (ride)
  • A: ah, congratulazioni per il ventesimo anniversario di Sailor Moon!
  • NT: grazie.
  • A: in fondo sono davvero una nerd e in questi giorni sono stata estremamente nervosa, così oggi nella mia testa stanno turbinando i ricordi di quando, a suo tempo, ho letto la storia e poi l’ho vista in TV, quindi Le farò domande di ogni genere. Allora, andiamo al sodo, vorrei sapere da Lei tutti i dettagli su come è nata Sailor Moon
  • NT: non mi ricordo esattamente, ma volevo fare una serie simile ai Power Rangers, ma con una squadra composta da cinque ragazze combattenti. Ragazze carine che si trasformavano per combattere i cattivi.
  • A: capisco… personalmente, ho sempre pensato che tutte le Guerriere Sailor fossero davvero schiette e dirette, sono emancipate, possono interagire sul piano sociale e con il mondo intorno a loro con la libertà degli uomini e la loro forza è ciò che le rende attraenti. Era Sua intenzione creare dei personaggi così o si sono sviluppati in questo senso per delle ragioni esterne?
  • NT: sì… al tempo io personalmente ero molto indipendente e suppongo che sia naturale che i miei personaggi abbiano condiviso questa mia caratteristica, poi penso che anche la vasta prospettiva della storia che ho creato riflettesse la mia emancipazione personale. Ma credo che tutta quell’energia ora sia esaurita. (ride) Quando ho scritto la serie, vent’anni fa, ero giovane come le ragazze nella storia e penso che questo sia stato un altro fattore che ha contributo.
  • A: quindi significa che i Suoi personaggi avevano la stessa indipendenza che aveva Lei.
  • Osano: ma per essere onesti oggi c’è molta più rigidità di allora, potevamo permetterci molto di più. Ad esempio, la scena che abbiamo creato in cui Usagi, una ragazza delle scuole medie, si ubriaca in modo indecente non avrebbe mai passato la censura al giorno d’oggi.
  • A: è vero. Già che siamo su questo argomento, per i lettori la storia era uno sguardo, un modo di sbirciare il mondo degli adulti, che era meraviglioso… partendo da qui, che cosa mi dice riguardo agli episodi in cui compare Tuxedo Kamen?
  • NT: bene, la verità è che lui compare per fare una parodia. Per le studentesse delle scuole medie che si aggiravano per le vie di Roppongi o di Shibuya, circondate da un sacco di figure maschili vestite di nero, aveva un certo fascinoproibito”. (ride)
  • A: n-non ci credo… Tuxedo Kamen è un tipo di Shibuya che si veste di nero!

-Controlla cento volte-

  • A: haha, passiamo avanti. Penso che nel lavoro di Naoko Takeuchi ci sono parole che fanno tornare alla mente la serie. Ad esempio “Make Up!”, la formula di trasformazione. Per le ragazze, gridare “Make Up!” il più forte possibile era davvero fantastico. Come Le sono venuti in mente i motti e le formule per la serie?
  • NT: hmm, fammici pensare. Penso di averli elaborati quando stavo provando a rispettare le scadenze.
  • O: lei può essere un poco smemorata ogni tanto, quindi aggiungerò qualcosa io, a quel tempo quando le venne in mente la formulaMoon Prism Power, Make Up!” gliel’ho fatta ripetere trenta volte prima di decidere di approvarla definitivamente. Un altro motto a cui abbiamo lavorato davvero tanto è stato “in nome della Luna, io ti punirò!”. Penso di averla spinta a riconsiderarla almeno cento volte prima di essere entrambi d’accordo.
  • NT: suppongo che sia vero. Sai Osabu, eri un redattore davvero severo. (ride)
  • O: è sembrato come se l’avessi fatto almeno almeno cento volte, comunque.
  • NT: certamente.
  • A: ma poiché avete operato scelte così attente allora, ancora oggi il vostro lascito splende vivamente.
  • NT: a quel tempo, quando stavo creando i personaggi, ero solita pensare come elaborarli al meglio con tutte le mie forze. Ma sai, quando dovevo ripensare qualcosa cento volte prima che il mio redattore la accettasse, dicevo a me stessa: cosa diavolo sto facendo della mia vita? (ride)

-Non lasciare le cose agli uomini della vecchia guardia-

  • A: per me è affascinante come tutte le ragazze nell’opera siano così belle.
  • NT: sì. Ma i fumetti per ragazze sono così. È importante, giusto? Ma ai tempi gli uomini della vecchia guardia a Nakayoshi (come Osano-san) davvero non lo capivano. Dall'inizio io dissi: “voglio fare una serie a fumetti riguardante una squadra di cinque belle ragazze guerriere” e loro mi risposero: “aspetta un attimo. In una squadra di combattenti c’è sempre un personaggio divertente ed obeso ed un altro un po’ secchione che porta gli occhiali. Come puoi farle tutte e cinque carine?” e le proteste andarono avanti senza sosta. Oh, quei vecchi lì… penso che non avessero capito per nulla i fumetti per ragazze.
  • O: davvero era così… potrei sbagliarmi su qualche dettaglio su quello che sto per dire, ma… penso che allora le uniche serie TV con una squadra di combattenti fossero quella di Gatchaman e altre che la imitavano, in cui i personaggi erano tutti un po’ stereotipati.
  • NT: ai tempi pensai: “farò vedere a questi nonnetti anziani che delle belle ragazze come personaggi possono fare delle buone vendite e non lascerò la mia idea nelle loro mani”. Così ho dovuto lavorare sodo per sviluppare un senso di bellezza ed eleganza nei miei personaggi, senza pensare a quale fosse il loro tipo ideale. Allora i redattori della vecchia guardia di Nakayoshi pensarono che fossi testarda e non si curavano delle opinioni di noi autrici, è stato un periodo difficile.
  • A: quindi pensa che loro non avessero capito la poesia e la sottigliezza della Sua idea.
  • NT: certamente. Fu anche una sfida quando si è dovuto decidere lo schema dei colori. Inizialmente avevo proposto di usare dei colori pastello e quell’antiquato redattore di lungo corso mi disse: “devi usare dei colori più accesi”, “se vuoi che la rivista venda bisogna che tu usi molti blu e verdi, o gialli accesi”, “se vuoi usare il rosa, usa un rosa scuro” e fecero ogni tipo di richiesta a riguardo. In effetti quando ho deciso inizialmente il colore dei capelli di Sailor Moon li volevo argento, ma i vecchi nonnetti della redazione non hanno gradito neanche quella decisione ed erano realmente sconvolti, dissero che la rivista non avrebbe mai venduto se avessi usato un colore così scialbo. Quando poi dissi che pensavo che i capelli biondi fossero una scelta più adatta ad una principessa, per quanto riguarda la protagonista, qualcuno ha sogghignato e ha detto: “almeno non è una scelta da nonna come l'ultima volta”.
  • A: quindi è stato così che i capelli di Usagi hanno finito per essere biondi! Davvero interessante!
  • NT: penso di aver fatto la scelta giusta in quel caso, ma prendere decisioni simili era sempre una battaglia.
  • A: dai Suoi racconti sembra che abbia dovuto affrontare molte dure battaglie con i vecchi redattori allora. Forse anche più battaglie di quelle affrontate da Usagi e la sua squadra
  • NT: potrebbe essere vero. (ride)

Seconda parte

  • A: in questo periodo sembra di essere tornati indietro a quando Sailor Moon ha fatto il suo debutto, ci sono davvero tanti nuovi articoli di merchandise in vendita. Io li sto collezionando.
  • NT: anche io ne ho comperati moltissimi allora, avevo dei mucchi giganti di cose ovunque, poi però ne ho venduti molti, ora me ne pento moltissimo.
  • A: sentire questo mi fa venire voglia di piangere… si dice che Lei abbia avuto una certa influenza nella loro progettazione, è vero?
  • O: c'era uno scettro (Spiral Heart Moon Rod) in particolare che lei ha curato; eravamo stati svegli fino a tardi in un ristorante e lì ha fatto l'intera progettazione.
  • NT: che nostalgia! Anche se non sono più coinvolta nel processo penso che i nuovi articoli sembrino realmente autentici. Ho voluto che i nuovi progetti avessero un'immagine maestosa e bellissima ed i progettisti sono davvero riusciti a soddisfare la mia richiesta.
  • A: così vuole che i bambini di oggi abbiano articoli di lusso?
  • NT: guarda, c'è una cosa che non dimenticherò mai, stavo parlando con il nostro responsabile alla Bandai circa i prezzi e lui mi disse: “se seguiamo la Sua idea perderemo 4 centesimi di yen”. Quando ora ripenso a quella conversazione penso che stesse parlando del prezzo per fabbricare gli oggetti in Cina e come tenere il costo basso, i nostri responsabili negoziavano sempre per abbassare i prezzi anche di un solo yen. Io rimanevo sempre scioccata da questo.
  • A: e pensare che questi negoziati hanno portato a tanti oggetti meravigliosi... in ogni caso, tutto il merchandise di Sailor Moon ha una grande eleganza femminile.
  • NT: era impressionante, c'era una dirigente Bandai che diceva sempre: “l'aura è davvero importante”. Che cosa era questa “aura” di cui continuava a parlare? Io pensavo tra me e me: magari vuole dire che dovrebbe essere tondeggiante. “si assicuri che questo abbia la giusta aura”, oppure “questa aura qui…”, parlava continuamente di questa “aura”, era la sua parola chiave ed faceva tutto quello che poteva per assicurarsi che ci fosse in tutti gli oggetti.
  • A: quindi gli articoli di merchandise di Sailor Moon sono sempre così splendidi grazie a questa importantissimaaura”! 
  • NT: quando ho ideato Sailor Moon ero ventenne e c'erano anche molte dirigenti di sesso femminile alla Bandai. Penso che noi ragazze abbiamo avuto un tempismo perfetto, era davvero ora che anche noi entrassimo nel settore. Al giorno d'oggi ci sono serie come “K-On!” che penso siano davvero carine e da quello che ne so ci sono molte donne nel gruppo che si occupa di quel titolo. Le donne hanno un certo senso estetico e penso che la loro sensibilità venga riflessa nei prodotti che fanno, che è qualcosa che ho sempre voluto veder accadere.

-I miti del mito-

  • A: Signora Takeuchi, adesso ho una domanda più personale per Lei. Ho sentito dire che prima del Suo debutto come autrice di manga, spesso disegnava cel/bozzetti per cartoni animati per divertimento
  • NT: non entrerò nei dettagli in modo da non rivelare la mia età, ma quando ero alle superiori comprai un kit per realizzare i bozzetti per i cartoni animati in un negozio di anime e l’ho usato moltissimo. Marinavo la scuola per andare nei negozi di anime (ride), ero una ragazza davvero nerd.
  • A: vuole condividere con noi alcune delle Sue serie preferite di fumetti per ragazze?
  • NT: quando ero all'asilo avevo tre cugine, tutte sorelle, che vivevano accanto a e mi facevano sempre vedere i loro manga. AmavoAce wo Nerae!”, “Versailles no Bara” (Lady Oscar), “Haikara-san ga Touru”, “Suna no Shiro” ed altri, i miei cugini hanno fissato gli standard per i manga che potevo leggere, ma una che davvero ho amato da bambina era “Candy Candy”, ne ero estasiata.
  • A: quindi le piacevano i manga più femminili.
  • NT: ho amato molto anche le opere difficili e cupe dagli anni60, particolarmente quelle di Machiko Satonaka e Waki Yamato. Quindi ho amato l’opera bellissima e sensazionale di Kimiko Uehara. Inoltre amavo i lavori onirici di Chieko Hara e Yumiko Igarashi. Queste cinque donne erano come delle dee per me. E naturalmente Suzue Miuchi è anche lei tra i miei miti! Ho tutti i tankoubon delle sue opere, la sua serieGlass no kamen” è fantastica. L’ho letta a puntate, decisamente troppe volte, ed ha avuto un grandissimo effetto su di me.
  • A: così anche il mio mito ha dei suoi miti
  • NT: guarda, però non ero solo interessata ai fumetti per ragazze. Sono stata assorbita da “Choujin Rokku” di Yuki Hijiri. La amavo, è stata una della serie che mi ha fatto proprio appassionare alla fantascienza.
  • A: sembra proprio che l'essenza di Sailor Moon sia venuta da molti posti diversi.
  • NT: esattamente. Amo anche le opere di fantascienza di Leiji Matsumoto e leggo un sacco di serie manga di Moto Hagio e Keiko Takemiya! Le amo ancora adesso. Anche questi quattro sono dei miti per me.
  • A: sentire proprio il mio mito descrivere questi lavori... mi emoziona moltissimo.
  • NT: quando sono diventata una donna adulta ho riletto i lavori di tutti i maestri, le illustrazioni e le storie erano perfette, non c’era nessuna lacuna. Allora non si usavano i retini e la gascromatografia, ma i disegni sono comunque fantastici. Sono imbarazzata da quanto risulta scadente il mio lavoro a confronto. I miei scarabocchi non rappresentano l’autentica arte del manga. Ed ai miei fan devo dire che sono davvero spiacente riguardo la mia mancanza di professionalità in questo senso. Mi scuso davvero per quanto sia sgraziato il mio manga.

  • A: ma come può dire una cosa simile!!

-Sveglia alle 5 di mattina per preparare il pranzo-

  • A: ha degli hobby al momento?
  • NT: amo ancora comperare abiti, proprio come un tempo, ma adesso lo faccio online, è molto meno costoso e ci sono tante belle cose tra cui scegliere. Comunque ad essere onesta non riesco a fare spese così spesso, raramente ne ho il tempo.
  • O: anche se ti svegli prestissimo alla mattina, giusto? 
  • NT: è vero. Mi alzo alle 5 di mattina ogni giorno per preparare il pranzo ai miei bambini
  • A: la dea prepara i pranzi per gli altri?!
  • NT: beh, i bambini devono avere un pranzo come si deve da mangiare e non lo avrebbero se non lo preparassi io.
  • A: sta scherzando! Mi viene quasi voglia di rimproverare qualcuno per questo! Ad ogni modo, i Suoi bambini, come stanno?
  • NT: mio figlio è ora al sesto anno di scuola e mia figlia ha 4 anni.
  • A: ha mostrato Sailor Moon a Sua figlia?
  • NT: soltanto un poco, la imbarazza. Se va ai giardini, ad esempio con uno zainetto di Sailor Moon, tutti la indicano dicendo “guarda, è proprio Sailor Moon!”, anche gli insegnanti. (ride)
  • A: penso che imbattersi in Sailor Moon per caso sarebbe davvero fantastico. Forse sono solo gelosi che abbia proprio un mito come mamma.
  • NT: oh no, sono sicura che non è così, sono una mamma abbastanza spaventosa a casa. (ride) Ho sempre pensato che quando un giorno fossi diventata mamma, avrei allevato i miei bambini con molta libertà, che non sarei stata come erano stati i miei genitori. Ora che ci penso, mi piacerebbe essere stata più simile ai miei genitori, mi ritrovo a dire “non potete fare questo”, “non potete fare neanche quello”, “no, no, no” continuamente. Sono giusto una ordinaria vecchia mamma, dopo tutto. (ride)
  • A: sembra quasi che Lei mi stia rimproverando ora…

Terza parte

  • A: dev’essere stata molto impegnata durante la prima serializzazione.
  • O: sicuramente lo era. Allora, avevamo di solito delle riunioni che duravano ben oltre la mezzanotte.
  • NT: è vero. Allora ero solita andare in questa libreria di Roppongi per guardare un pò di manga e trarne ispirazione e finivo sempre per comprarne tantissimi. Nonostante al lavoro fossi così occupata, ogni tanto riuscivo a cucire o a guidare fino a Izu...
  • A: fino a Izu! Che shock... comunque, dopo ventanni Sailor Moon non è ancora passata di moda, è straordinario. È ancora molto popolare anche all’estero. Ha mai ricevuto qualche proposta particolare dai fan esteri?
  • NT: ci fu un’offerta da Hollywood per un film.
  • O: la verità è che è molto difficile realizzare un’adattamento filmico con Hollywood. Sarebbe praticamente impossibile farlo senza modificare l’opera originale.
  • A: intende dire che avrebbero reso le Guerriere Sailor tutte muscoli gonfiati e aitanti?
  • NT: sì esattamente (LOL).
  • A: lo avrei odiato (LOL). Quando la serializzazione di Sailor Moon era in corso, l’anime e i musical ebbero luogo contemporaneamente, quindi Signora Takeuchi, ha qualche pensiero da condividere su cosa volesse dire fare una campagna di marketing su più fronti?
  • NT: col senno di poi, credo sarebbe stato meglio fare qualcosa di differente. Ma poiché ero giovane in quel momento, mi sentivo male e c’era una parte di me che avvertiva che effettivamente era una cosa più grande di me.
  • O: okay, un’ultima cosa... può, per cortesia, lasciare un messaggio ai suoi fan in onore del ventesimo anniversario della serie?
  • NT: credo che gli attuali ventenni e trentenni provino verso Sailor Moon lo stesso sentimento che provai io per Candy Candy, quando stavo iniziando a disegnare la serie di Sailor Moon. E ne sono felice, ma anche imbarazzata, perché allora la mia opera era così approssimativa, ero una novellina e non ancora molto professionale. Ma non avrei mai immaginato che ventanni dopo, questa mia opera sarebbe stata ancora così popolare e non riesco ancora a credere che ci sono ancora così tante persone che la amino (ride). Ancora adesso quando sento qualcuno dire di adorare Sailor Moon, di considerarla un’opera molto bella, mi rende davvero felice.
  • A: grazie per il tempo trascorso qui, è stato davvero un onore avervi come ospiti. I miei più sentiti ringraziamenti!

(fine dell'intervista)

Mi chiedo cosa sia realmente Sailor Moon per le donne. Mi chiedo quale elemento della serie lo renda così apprezzato da loro. Questa è una domanda importante a cui volevo dare risposta durante questo anniversario. Già in Giugno la cipria fu messa in prevendita sul sito di Bandai e il traffico del sito web fu così intenso che il server andò in tilt. E ancora con le figure, le vendite sono state straordinarie e quando i musical iniziarono a Settembre, il pubblico era all’80% femminile. Si potevano sentire le urla del pubblico durante lo show, vedere le lacrime scendergli sul viso, mosso da una combinazione di nostalgia e di coinvolgimento nella serie che tutti loro amavano e ricordano sin dalla loro infanzia. Si poteva percepire nell’aria l’intensa passione per la serie, quindi mi chiedo che cos’ha Sailor Moon di speciale? Durante l’intervista alla divina Naoko e parlando con i fan, sono stata attraversata io stessa da diverse emozioni, ma attraverso loro continuo a pensare al tema della “speranza” che questa serie trasmette. Sailor Moon è la nostra speranza. Non ha mai vacillato, non è mai stata confusa, lei è determinata e credo che questo sia ciò che tutti noi vorremmo sperare di essere. Naoko Takeuchi creò questa serie all’inizio degli anni90, non appena la legge sulle pari opportunità di lavoro, la quale permetteva alle donne di andare ovunque nel mondo, fu approvata. Fu proprio in questo momento, con quest’ottimo tempismo, che apparvero le Guerriere Sailor, perfetta rappresentazione dell’appena trovata libertà e modello di un nuovo tipo di donna. E con questa nuova libertà, le donne divennero più forti. Potevano uscire così, beatamente, e affrontare forti nemici. In un modo che nessuno di noi sarebbe stato in grado di fare individualmente. E poi c’erano le Guerriere Sailor, con i loro colletti sventolanti e le minigonne, che combattevano coraggiosamente. Donne di tutto il mondo urlavano il loro grido di battaglia e si stringevano attorno a questa immagine.

Libertà e speranza

Gridare la fraseMake Up!” divenne il nuovo fenomeno. Per la prima volta, il make up non era usato per ottenere “l’amore” del sesso opposto o per essere una “maschera”, ma per la pura soddisfazione personale. Come se non bastasse, il costume super attraente era per lo più poco funzionale. Non era stato disegnato per essere valutato e giudicato dagli altri, ma era espressione di una scelta di stile individuale che ognuna poteva portare avanti con forza e orgoglio. Forse ciò ha avuto qualche influsso sulle passerelle di Gyaru e Harajuku. Se mi dite che pensavate fosse carino, allora lo è! E questa è resistenza! Nel mondo reale, le scelte del make up di una donna sono “etichettate”. Quando ci penso, credo sia davvero buffo. Le donne devono rispettare un certo obbligo di apparire acqua e sapone e belle ogni volta (forse sotto qualche pressione dei “vecchi nonni” di cui abbiamo parlato prima). Uno dei più grandi traguardi di Sailor Moon è quello di utilizzare l’idea che il make up sia un incantesimo, una formula magica che tutti possano usare – questa ideamostrata in molte delle scene principali con le Guerriere Sailor. Una parte fondamentale della storia ruota attorno ai legami fra donne e la rappresentazione della loro amicizia. Gironzolare, mangiare la pizza, parlare tutta la notte o mangiare dolci e snack. Naturalmente, affrontano anche dei nemici, ma alla fine l’elemento principale che le conduce alla vittoria è il loro sforzo collettivo. Un luogo comune è che il nemico di una donna sia una donna, cosa che ritroviamo in molti show come Sex and The City, ma non è il caso delle Guerriere Sailor. Anche l’eroe maschile di quest’opera, Tuxedo Mask, era una creazione completamente nuova. Si mostrava, lanciando una rosa contro il nemico, ogni volta che le Guerriere Sailor si fossero trovate in difficoltà. È davvero un personaggio molto interessante, ma praticamente non ha alcun potere e solitamenteprotetto dalle coraggiose eroine femminili. Alcuni potrebbero deridere questo tipo di uomo, ma credo che sia una buona cosa. Delicato come un fiore e tra tutte quelle donne, è l’unico uomo ed è pure bello. Ed è possibile che proprio questo filone dell’uomo inutile circondato da affascinanti eroine derivi da questa serie. E forse è proprio questo il punto. Che le donne possono completare le loro missioni da sole e possono essere protettrici e amanti. Questa inversione di ruolo tra i generi, questo scambio tra l’eroe e l’eroina stereotipati era una grande novità. Tuxedo Mask, che non ha mai preteso di essere un macho, è un personaggio incredibilmente apprezzato e popolare e la sua umiltà e vulnerabilità è un importante aspetto di ciò. Non è una cosa meravigliosa avere un uomo che può aiutare le donne nelle loro battaglie? La capacità di quest’opera di dare alle donne un modo di esprimere il loro stile e la loro libertàincommensurabile. Sono passati ventanni da allora. Sfortunatamente le pressioni sociali sulle ragazze sono ancora piuttosto forti. Ovunque le donne stanno ancora lottando disperatamente contro la società per le loro libertà e tirano avanti ignorando le critiche personali. Credo che sia questo il motivo per cui le Guerriere Sailor siano universalmente una fonte di ispirazione. Al teatro, dove è stato tenuto il musical, era possibile percepire al tensione nell’aria – questo è il motivo per cui c’è stata una marea di ordini delle spille di trasformazione; a causa dell’entusiasmo che ancora abbiamo per quegli ideali. Sailor Moon, potremmo non raggiungere il tuo stesso traguardo, ma continueremo a combattere, non ci arrendiamo. Perché tu sei ovunque la speranza delle donne. Forse in futuro saremo tutte unite. Io ci credo. Quindi da adesso in poi, combatterò a testa alta. E quando mi scoraggerò, sentimentalmente penserò a te. E insieme grideremoMoon Prism Power, Make Up!

Il Signor Osabu e Shounen Aya parlano di Sailor Moon sino allo sfinimento!!

-Il caso del Signor Osano Fumio della Kodansha-

Il primo Ottobre, una chiacchierata epica avvenne al B&B a Shimokitazawa tra il Signor Fumio Osano e Shounen Aya. L’evento, circondato dall’entusiasmo dei fan, è giunto al termine con un grande successo. Nonostante sia solo una selezione, riportiamo qui le parole estremamente preziose che uscirono dalla bocca del Signor Osano. Prego, siate contenti di questo speciale evento.

  • A: mi ha aiutata molto durante l’intervista alla Signora Naoko Takeuchi. Grazie mille. È come un sogno diventato realtà.
  • Ograzie anche a lei.
  • A: ma iniziamo immediatamente. Vorrei chiederLe riguardo l’opera originale della Signora Takeuchi. È difficile dedurlo dallo stampato, ma sono rimasta molto sorpresa quando ho sentito che l’opera originale della Signora Takeuchi presenta molte perle e pizzi attaccati.
  • O: fu un’opera estremamente problematica per noi (ride). Vale a dire, andrò un pò sul tecnico, che non è possibile stampare illustrazioni con oggetti tridimensionali attaccati con la normale stampa offset. Bisogna fare una foto dell’illustrazione per poi stamparla usando un processo manuale, dove tu fai rotolare la foto nella stampante, quindi è un’illustrazione che esaspera qualsiasi editore e qualsiasi editoria. Inoltre, c’è la possibilità che perline, etc. si stacchino durante il processo e quindi è davvero una situazione difficile da gestire. Inoltre, ho implorato la Signora Takeuchi più volte di “evitare di attaccare oggetti tridimensionali”, ma non Le è mai importato (ride). Comunque, ripensandoci dopo molti decenni, ogni disegno è incredibilmente meraviglioso... Quelle illustrazioni mi hanno fatto disperare ogni volta, ma col senno di poi, credo davvero che abbia fatto bene.
  • A: era praticamente un’opera d’arte.
  • O: forse non è appropriato che proprio il suo manager lo dica, ma la Signora Takeuchi ha davvero un dono per le illustrazioni a colori. Ha un talento cromatico. E quindi, per far in modo di stampare le illustrazioni il più fedelmente possibile all’originale, siamo stati molto diligenti. Vale anche per ROLa, ma normalmente per stampare si usano i tre colori primari, magenta, ciano e giallo, più il nero. Invece, per Nakayoshi, aggiungevamo del rosa fluorescente che costava tre volte di più di quei colori. Questo tipo di inchiostro divenne il perfetto completamento che permise alla pelle di ogni personaggio di risaltare maggiormente e ognuno può percepire una sensazione più realistica del materiale stesso.
  • A: è bello scoprire che il tocco magico sia il rosa fluorescente.
  • O: recentemente le tecniche digitali sono migliorate e quindi siamo diventati in grado di riprodurre in modo fedele i colori originali del manga senza aggiungervi il rosa fluo. Questa volta anche ROLa non lo ha usato, ma credo che la stamperia abbia fatto del suo meglio e produca colori molto fedeli. Ho divagato, ma stiamo usando dei colori bellissimi per le illustrazioni delle copertine della Perfect Edition, che è pubblicata per la prima volta, quindi vi prego di aspettarla con impazienza.      

-Lei lo bacia e affronta la battaglia-

  • A: vorrei chiederLe anche riguardo il contenuto del manga – qual è la scena a cui è più affezionato?
  • Osapevo che me lo avrebbe chiesto e così ho pensato alla risposta per tempo (ride). La scena a cui sono più attaccato sentimentalmente è la scena dell’ottavo capitolo, quando Sailor Moon bacia Tuxedo Kamen di sua spontanea volontà e va a combattere. Nell’incontro di preparazione dell’ottavo capitolo, la Signora Takeuchi non disse “aggiungete la scena di un bacio”, ma quando divenne più popolare, fu aggiunta quella scena. Il mio cuore ne fu rapito non appena la vide.
  • Abaciare un ragazzo e correre al campo di battaglia – che forte... (estaticamente). Comunque, la scena che mi piace di più è l’ultima scena del capitolo 49. Quando la battaglia con il Dead Moonterminata, Usagi guarda dritto davanti a sé e dice “il fatto che il mio petto senta questo calore, è la prova che la Terra sta splendendo”. Ovviamente entrò in gioco il senso dell’immagine della Signora Takeuchi, ma credo che il suo modo di utilizzare le parole sia eccezionale. Potrei chiederLe di Nakayoshi? Di certo adoro gli allegati del magazine, ma ho a dir poco amato i suoi omaggi. Innanzitutto, chi ha realizzato gli allegati?
  • O: quando Nakayoshi assume un nuovo mangaka come dipendente e le sue serie sono popolari, generalmente creiamo una serie di allegati promozionali dedicati, per circa tre anni. Come nuovo dipendente della Nakayoshi, il mio primo compito fu quello di occuparmi della sezione allegati. Entrai nell’azienda credendo di fare libri, non immaginavo nemmeno nei miei sogni che avrei fatto delle appendici, quindi quando l’editore in carica mi disse “tu farai questo tipo di allegati”, mi uscirono gli occhi dalle orbite. Ogni giorno pensi disperatamente a come fare una certa cosa con un budget limitato. A quel tempo fummo in grado di mantenere un certo distacco sul nostro magazine rivale Ribbon, sia per le vendite che per le appendici, quindi rimasi senza parole al “crea degli allegati che siano più attrattivi di quelli di Ribbon, anche solo appena più belli” del mio capo.
  • A: ugh, sembra terribile...
  • O: si potrebbe dire che Ribbon avesse un’atmosfera attorno a sé, come se fosse il re dei magazine – intendo dire, sicuramente lo erano quando si trattava di appendici. Usavamo colori molto basici come il giallo, il rosso e il rosa fluorescente, quindi tentando di competere, utilizzavamo dei colori alla moda che Ribbon probabilmente non avrebbe usato, come i colori pastello, perché di solito i bambini non vogliono colori troppo infantili...
  • A: davvero? Non avrei mai immaginato che voi ragazzi foste quelli che partivano svantaggiati... C’è per caso un allegato del magazine al quale è particolarmente attaccato?
  • O: beh, ho creato un oggetto omaggio per la serie “Goldfish Warning!”. Quando lo creai, doveva essere un semplice blocchetto per gli appunti, ma in seguito ottenne il titolo di “manuale per studenti” e si trasformò quindi in un block notes, in cui inserire immagini di sé e degli amici. Pensai che fosse davvero un’ottima idea, innovativa (ride). Oggigiorno c’è molta più libertà riguardo ciò che possiamo inserire come allegato e ci sono oggetti davvero di tutti i tipi, ma allora tutto era più limitato – l’oggetto doveva essere piatto per stare col magazine, mentre attualmente gli allegati trasformano i volumi in montagne con un grande rigonfiamento al centro. All’incirca dal 2000, le regole sugli allegati sono diventate meno restrittive e quindi possiamo trovare degli oggetti molto più creativi nei numeri di oggi.
  • A: è comunque davvero forte il fatto che abbiate fatto la vostra linea di allegati nonostante tutto! Parlando sempre di allegati, ero anche curiosa dei servizicompleta la collezione” offerti.
  • O: mentre lavoravo per Nakayoshi, c’erano all’incirca 70.000 abbonati al servizio. Gli oggetti più popolari di tutti i tempi erano quelli di Sailor Moon... l’astuccio portapenne di Luna e la Chiave Del Tempo... Mi ricordo che allora ricevevamo tantissime telefonate al reparto editoria da persone che dicevano di non aver ricevuto ancora l’oggetto, stavamo in piedi tutta la notte cercando di risolvere le problematiche dei clienti... In un umorenakayoshiano”.
  • A: nonostante Lei sia riuscito a inserirsi nella creazione degli allegati, ho sentito che è molto più difficile per un uomo inserirsi nella realizzazione dei manga per ragazze.
  • O: è vero. Quando lavorai per la prima volta per Nakayoshi, quasi tutti gli editor, caporedattori e gli artisti stessi erano donne. Dei tre capi editor della Kodansha che erano rappresentati nell’ufficio, ero l’unico uomo. Rimasi sorpreso di quanto fossero duri gli orari delle mie superiori – loro avrebbero finito di lavorare per mezzanotte circa e sarebbero tornate al lavoro alle 8 di mattina. Era molto difficile stare ai loro ritmi. Fui scioccato da quanto fosse dura. Alcuni giorni dicevo a me stesso che sarei saltato fuori dalla finestra. Perché a quel tempo, il reparto editoria di Nakayoshi era al quinto piano del nostro edificio (ride). Comunque, per quei giorni e da allora sono molto grato al caporedattore e adesso ripensarci mi mette in un umore “nakayoshiano”.
  • A: quindi in altre parole, ti hanno tormentato (ride).
  • O: oh, sono uscito dal tema, giusto? Beh, sicuramente è difficile per un uomo inserirsi nel mondo della creazione di manga per ragazze. Sapete, di solito alla fine dei capitoli si stabilisce quando sarà il prossimo numero. Quando portai la mia idea per la prima volta al team editoriale, loro risero e mi dissero che era stupido (ride). Questi giorni sono ancora impressi nella mia memoria. Proseguii e dissi loro di aspettare come sarebbe finita col numero successivo o di vedere che cosa sarebbe successo, ma loro credevano che io fossi completamente matto. Mi sentivo male per il fatto che non credessero nella mia idea. Ma alla fine, ci sono riuscito. Nel momento in cui Sailor Moon iniziò, ero solito inserire slogan che di norma si trovavano solo in magazine maschili, come “vedrete cosa accadrà nel prossimo numero!” e ciò contro il parere di tutte le mie colleghe.
  • A: questa sì che è una storia...

-Cambiò di nazione in nazione-

  • Apersone di tutto il mondo stanno leggendo la nostra intervista a Naoko Takeuchi, ma sembra che i fan italiani siano stati i primi a pubblicare una traduzione completa.
  • O: è vero... scommetto che gli italiani stanno leggendo anche questa intervista proprio un questo momento... a proposito, lo sapeva che Umino fu completamente sostituito nella versione italiana dell’anime?
  • Aperchè mai lo avrebbero fatto...?
  • OUmino è un personaggio che indossa degli occhiali giganti con le spirali. Ma credo che in Italia, indossare gli occhiali, sia segno di inferiorità fisica e loro non volevano promuovere un personaggio con questo problema, quindi pensammo che fosse impossibile trasmetterlo nell’anime così com’era. Quindi, in Italia, gli occhiali di Umino non sono così messi a fuoco nell’anime. Anche in Indonesia, ci sono state molte censure per motivi religiosi. Per esempio, Sailor Saturn fu eliminata il più possibile per qualche misteriosa ragione.
  • A: avevo ben sentito che in qualche nazione avevano cambiato anche la relazione tra Uranus e Neptune... ma non avrebbero dovuto rivoluzionarne completamente la storia. Mi sono appena ricordata che la Signora Takeuchi trovò il nome per l’opera molto presto, vero?
  • O: ci volle all’incirca una settimana per scegliere il titoloSailor Moon’, mentre ‘Sailor V’ lo stabilimmo immediatamente. E durante la seconda stampa di Sailor Moon, decidemmo di scriverlo un pò diversamente, mentre per Sailor V non cambiammo nulla.
  • A: forse perchè Sailor V in confronto è piuttosto breve...
  • O: con Sailor V, la Signora Takeuchi ebbe molta più libertà di disegnarla esattamente come voleva, mentre per Sailor Moon ci fu molta più supervisione e ci furono molte conversazioni telefoniche. Man mano che la storia andava avanti, la promozione della serie divenne sempre più intensa e quindi non potevamo permetterci alcun errore. Quando la serie finì, la signora Takeuchi fu davvero sollevata di non dover più sostenere tutta quella pressione. Verso la fine del manga ella prese molta ispirazione dai testi delle canzoni di Enka, tanto che io pensai dovesse chiedere il permessa alla JASRAC di usare le loro opere (ride).
  • A: quando sento parlare di Lei e della Signora Takeuchi, la relazione tra voi due mi sembra un pò quella di Usagi e Luna. In ogni caso, grazie mille per essersi preso del tempo a disposizione per parlare con noi oggi. Non vedo l’ora di vedere i prossimi sviluppi del progetto per il ventesimo anniversario di Sailor Moon!

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L’era dei manga delle magical girls inizia con Sailor Moon

Belle ragazze che si trasformano e combattono; con l’avvento di “Pretty Guardian Sailor Moon”, queste serie dedicate alle magical girls finirono per divenire dei grandi successi. Durante gli anni90, i magazine mensili come “Ribbon”, “Ciao” e “Nakayoshi” erano colmi delle serie magical girls, molte delle quali erano state trasformate in anime. Da titoli come “Princesss Ribbon”, dove una semplice ragazza riceve un giorno un fiocco che le permette di trasformarsi, alle serie commedia ambientate in un regno magico come in “Little Red Riding Hood Cha Cha”, alle serie in cui ragazze umane vengono trasportate in un mondo magico come in “Magic Knight Rayearth”, alle serie popolari a tema ladresco come “Saint Tail” e “Kamikaze Kaitou Jeanne”, gli anni90 hanno visto nascere molti classici di serie anime e manga dedicate alle magical girls.

Idol – Allenamento magico – Ciò che voglio diventare... L’evoluzione delle magical girls

Più tardi, il genere magical girls prese davvero il via con serie come “Ultra Maniac”, che tratta di una ragazza con un computer magico, e “Sugar Sugar Rune”, riguardante una ragazza con un libro di incantesimi e che possedeva oggetti magici. Nel 1999 la serie “Ojamajo Doremi” divenne un’anime riguardante un gruppo di alunne che finirono per diventare delle apprendiste streghe. Più tardi nel 2004, iniziò la serie di successoPretty Cure”. Queste serie non solo ispirarono degli show animati, ma diedero anche luce a romanzi, videogame e quindi a un trend nel genere magical girls per le parodie e serie run-off. Serie di successo di quest’anno è “Puella Magi Madoka Magica”, la cui influenza sulla moda, grazie anche alla collaborazione delle idol, si è molto diffusa. Da segnalare anche il ritorno alla popolarità della serie del 1980 chiamata “Creamy Mami”. Quest’anno è stato anche il ventesimo anniversario della serie iconicaPretty Guardian Sailor Moon”, che continua ad essere molto popolare sin dai suoi inizi. Non distogliete l’attenzione sulle serie magical girls in futuro, c’è ancora molto da vedere!!

Fonte della traduzione dal giapponese all'inglese: Miss Dream