Il SailorMoonWorld.it intervista Giorgia Cosplay

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Ciao ragazzi,

siamo oggi lieti di presentarvi una nuova intervista firmata SailorMoonWorld. Abbiamo infatti avuto l’onore di parlare con Giorgia Vecchini, in arte “Giorgia Cosplay“, la più famosa cosplayer italiana nota anche a livello internazionale e vincitrice nientemeno che del “World Cosplay Summit“. Giorgia non è solo una bella donna, gentile e simpatica, è un’artista caleidoscopica: lavora in televisione, in radio, sul web, ha curato un libro dedicato al cosplay ed è anche una cantante, siamo quindi veramente contenti di potervi presentare una nostra intervista dedicata a questo talento.

Buona lettura!

  • SailorMoonWorld.it: ciao Giorgia, iniziamo questa nostra intervista ringraziandoti per avere accettato di essere nostra ospite qui sul SailorMoonWorld.it e ti diamo quindi il benvenuto, è per noi un grande piacere.
  • Giorgia Cosplay: grazie a voi, sono molto felice di poter fare quattro chiacchiere con voi, siete una fonte infinita e preziosa di informazioni e aggiornamenti sull’universo Sailor!

  • SMW.itGiorgia la tua fama ti precede, ma vuoi comunque raccontare ai fan del SailorMoonWorld.it un po’ del tuo background?
  • GC: sono una cosplayer dal lontano 1997, quando alla fiera di Lucca Comics (che si teneva due volte l’anno) ci potevano contare sulle dita della mani. La mia passione si è evoluta nel tempo finchè ho avuto la possibilità di rappresentare l’Italia al World Cosplay Summit del 2005 e vincere il campionato mondiale. Da lì in poi ho girato spesso il mondo come ospite speciale e, data la mia passione per il teatro che porto avanti da quando ho 15 anni, sono riuscita a coniugare passione e attività lavorativa. Per mia scelta dopo la vittoria ho preferito approcciare il cosplay dal lato della conduzione, che poi è il mio vero mestiere, e nella realizzazione di scatti ben studiati. Ho curato anche l’edizione italiana di un libro fotografico dedicato a questo mondo “Fenomenal Cosplay” per la Coniglio Editore, e in quanto collezionista specialmente di gadget relativi ad anime e film anni ’80, conduco una trasmissione settimanale inerente il mondo otakugeek su Radio Animati dal titolo “L’ispettrice Gadget”.
  • SMW.it: Da cosa è scaturita questa tua passione per il mondo del cosplay? C’è stato un avvenimento particolare che ti ha, diciamo, ispirata?
  • GC: frequentavo Lucca Comics già dal 1994-5 e vedevo spesso dei ragazzi vestiti come personaggi di giochi di ruolo o “Il Signore degli Anelli”, e così con la mia più cara amica di allora, anche lei presissima dall’universo Sailor, ci siamo dette: ”beh se loro di vestono così, perché non possiamo farlo noi con i personaggi che ci piacciono degli anime?”. Detto fatto, nell’edizione di Marzo 1997 eccoci pronte con il nostro primo cosplay. Eravamo così pioniere ed internet non diffuso (sì, lo so che sembra stia parlando del cenozoico) che, come i pochi altri che trovammo vestiti, dicevamo “facciamo i costumi” per la fiera. Non esisteva il termine cosplay. La definizione arrivò solo qualche anno dopo. Non c’era nemmeno eBay… vi lascio immaginare l’impossibilità di reperire parrucche e lenti a contatto decenti… ma qualcuno doveva pur cominciare no? Questa è la ragione per cui i miei primi costumi e set li ho dovuti nel tempo rifare tutti da capo, con le nuove competenze acquisite, i prop e i materiali più uguali possibile.

Il SailorMoonWorld.it intervista Cosmic Group!

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Ciao ragazzi,

siamo oggi lieti di presentarvi una nuova intervista esclusiva firmata SailorMoonWorld.

Questa volta parleremo con Cosmic Group (leader europeo del collezionismo) e, nello specifico, con Enrico Bergamini, il responsabile acquisti dell’azienda. Vi ricordiamo che Cosmic Group sta attualmente importando e distribuendo la gadgettistica (S.H.Figuarts, Proplica, etc.) di Sailor Moon in Italia.

Logo

Buona lettura. 🙂

  • SailorMoonWorld.it: una breve introduzione per i nostri utenti, come nasce Cosmic Group e che tipologia di articoli tratta?
  • Cosmic Group: Cosmic Group nasce oltre 20 anni fa come importatore e distributore di fumetti per poi specializzarsi nell’importazione e la distribuzione di merchandise e prodotti da collezionismo legati al mondo dell’intrattenimento. Ad oggi lavoriamo con le migliori aziende in circolazione nel mondo del “collectible”: Sideshow, Bandai, Diamond, Neca, Kotobukiya, Noble collection, Sd toys, e tante altre. Come tipologia prodotti si va dalla statua in resina in edizione limitata, all’action figure, passando per model kit, repliche e gadget di varia natura.

S.H.Figuarts

UrePia intervista Fumio “Osabu” Osano e Yoshio Kataoka

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Ciao a tutti,

postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell’intervista che il portale giapponeseUrePia” ha recentemente proposto a FumioOsabuOsano e Yoshio Kataoka.

Buona lettura. : )

-Parla Osabu: i segreti sulla nascita di Sailor Moon-

  • Urepia: anche dopo venti anni, la passione e l’amore per Sailor Moon continuano. Potete condividere con noi qualche aneddoto accaduto dietro le quinte durante la produzione originale del manga? Sig. Osano, Le è stato dato il nomignoloOsabu” da Naoko Takeuchi ed alcune illustrazioni che La raffiguravano  sono state incluse in molte produzioni a margine della serie, quindi era abbastanza influente. Condivida con noi alcuni ricordi del periodo della prima serializzazione del manga di Sailor Moon.
  • Osano: in primo luogo, quando Naoko Takeuchi mi ha detto che voleva rappresentare tutte e cinque le ragazze come bellissime guerriere ero contrario. Il mio parere era che la protagonista avrebbe dovuto risaltare rispetto al resto e che gli altri personaggi avrebbero dovuto esistere soltanto in relazione alla protagonista, come aiutanti. Ho pensato che sarebbe stato più efficace se i personaggi avessero avuto qualità individuali e distinte tra loro, farle tutte carine sarebbe stato come farle con lo stampino… Detto questo, quando Naoko Takeuchi mi ha mostrato i costumi che aveva in mente per le sue Guerriere Sailor ho pensato “forse potrebbe funzionare!”. Ora che sono passati ventanni faccio finta di non ricordare come allora io fossi contrario alle sue idee. (ride)
  • U: quanto tempo dopo che il concept iniziale per Sailor Moon fu approvato è cominciata la serializzazione del manga?
  • O: circa tre mesi. Inizialmente è stato deciso che la trasmissione dell’anime sarebbe cominciata circa due mesi dopo serializzazione del manga, il che ha voluto dire che abbiamo dovuto stabilire subito tutti i particolari della vicenda. Allora Naoko Takeuchi stava finendoCherry Project” e quindi tutto il lavoro per Sailor Moon è stato fatto contemporaneamente. Mi ricordo che solitamente facevamo riunioni frenetiche ogni giorno, per cercare di capire come portare avanti il tutto.
  • U: così Sailor Moon è stata creata in appena tre mesi?!
  • O: in realtà è stata praticamente una cosa immediata. Originariamente era stata pensata come una serie molto divertente, ma ci siamo impegnati per mantenere sempre anche una certa parte romantica. Sebbene questo suoni come una contraddizione, volevamo che la serie avesse sia parti divertenti che parti più dolci. E penso che è proprio perché siamo riusciti a fare questa sintesi che Sailor Moon è diventata una serie così tanto amata, con moltissimi fan in tutto il mondo. Anche se naturalmente, la prima ragione per cui la serie è stata un tale successo è perché Naoko Takeuchi ha riversato così tanta energia nella sua creazione, in più il momento era proprio quello giusto. Penso che si sia trasformata in una grande forza globale di cui si parla ancora per tutte queste ragioni.
  • U: Sig. Kataoka, so che questa produzione è la Sua prima partecipazione effettiva al mondo di Sailor Moon, ma suppongo che abbia comunque qualche aneddoto da condividere su quel periodo, giusto?
  • Kataoka: allora ero solito leggere ogni meseNakayoshi” e quando Sailor Moon ha cominciato ad essere pubblicata ho pensato “questo è davvero un manga meraviglioso.” Cinque ragazze che combattono unite contro il male. La forza e l’amicizia delle ragazze mi hanno colpito moltissimo. E quindi successivamente è diventato anche un musical. E nei musical, le Guerriere Sailor erano sempre belle e forti, e naturalmente anche le storie erano meravigliose.
  • U: la prima stagione televisiva di Sailor Moon sarà anche stata messa insieme in tre mesi, ma direbbe che è stata lo stessa cosa per questo nuovo musical? O la sua creazione è stata più lenta e più ponderata?
  • K: in realtà non ho ben chiari ricordi delle mie riunioni di lavoro. (ride) Per questo musical non intendiamo affatto allontanarci dalla creazione originale e perciò ci siamo fatti guidare molto. La trama è basata sui volumi 13 del manga, che contengono la vicenda del Dark Kingdom, con soltanto una novità nella trama, in modo che la storia abbia comunque un aspetto peculiare.
  • O: lo sceneggiatore e regista, Hiramitsu Takuya, inoltre si è già occupato di alcune produzioni di Sera Myu tra il 1994 e il 1998, quindi i fan hanno già familiarità con il suo stile. In realtà ho letto questa cosa oggi per la prima volta, ma per quanto ne so le vendite di quelle produzioni sono andate bene e gli spettacoli erano belli. Così possiamo aspettarci un grande musical originale da parte sua, ma che anche i fan dell’anime apprezzeranno.

-Chi sono realmente le cinque ragazze che interpretano le guerriere Sailor?-

Senshi

ROLa intervista Naoko Takeuchi, la traduzione

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Ciao ragazzi,

come vi avevamo recentemente promesso sulla nostra pagina Facebook, postiamo per voi la traduzione in italiano, ad opera del nostro staff, dell’intervista che il magazine giapponeseROLa” ha recentemente proposto a Naoko Takeuchi (coadiuvata dal nostro FumioOsabuOsano), autrice di Sailor Moon.

Buona lettura.

Prima parte

  • Aya: è-è davvero la dea in carne ed ossa…
  • Naoko Takeuchi: Non sono proprio niente del genere. (ride)
  • A: ah, congratulazioni per il ventesimo anniversario di Sailor Moon!
  • NT: grazie.
  • A: in fondo sono davvero una nerd e in questi giorni sono stata estremamente nervosa, così oggi nella mia testa stanno turbinando i ricordi di quando, a suo tempo, ho letto la storia e poi l’ho vista in TV, quindi Le farò domande di ogni genere. Allora, andiamo al sodo, vorrei sapere da Lei tutti i dettagli su come è nata Sailor Moon
  • NT: non mi ricordo esattamente, ma volevo fare una serie simile ai Power Rangers, ma con una squadra composta da cinque ragazze combattenti. Ragazze carine che si trasformavano per combattere i cattivi.
  • A: capisco… personalmente, ho sempre pensato che tutte le Guerriere Sailor fossero davvero schiette e dirette, sono emancipate, possono interagire sul piano sociale e con il mondo intorno a loro con la libertà degli uomini e la loro forza è ciò che le rende attraenti. Era Sua intenzione creare dei personaggi così o si sono sviluppati in questo senso per delle ragioni esterne?
  • NT: sì… al tempo io personalmente ero molto indipendente e suppongo che sia naturale che i miei personaggi abbiano condiviso questa mia caratteristica, poi penso che anche la vasta prospettiva della storia che ho creato riflettesse la mia emancipazione personale. Ma credo che tutta quell’energia ora sia esaurita. (ride) Quando ho scritto la serie, vent’anni fa, ero giovane come le ragazze nella storia e penso che questo sia stato un altro fattore che ha contributo.
  • A: quindi significa che i Suoi personaggi avevano la stessa indipendenza che aveva Lei.
  • Osano: ma per essere onesti oggi c’è molta più rigidità di allora, potevamo permetterci molto di più. Ad esempio, la scena che abbiamo creato in cui Usagi, una ragazza delle scuole medie, si ubriaca in modo indecente non avrebbe mai passato la censura al giorno d’oggi.
  • A: è vero. Già che siamo su questo argomento, per i lettori la storia era uno sguardo, un modo di sbirciare il mondo degli adulti, che era meraviglioso… partendo da qui, che cosa mi dice riguardo agli episodi in cui compare Tuxedo Kamen?
  • NT: bene, la verità è che lui compare per fare una parodia. Per le studentesse delle scuole medie che si aggiravano per le vie di Roppongi o di Shibuya, circondate da un sacco di figure maschili vestite di nero, aveva un certo fascinoproibito”. (ride)
  • A: n-non ci credo… Tuxedo Kamen è un tipo di Shibuya che si veste di nero!

Controlla cento volte

  • A: haha, passiamo avanti. Penso che nel lavoro di Naoko Takeuchi ci sono parole che fanno tornare alla mente la serie. Ad esempio “Make Up!”, la formula di trasformazione. Per le ragazze, gridare “Make Up!” il più forte possibile era davvero fantastico. Come Le sono venuti in mente i motti e le formule per la serie?
  • NT: hmm, fammici pensare. Penso di averli elaborati quando stavo provando a rispettare le scadenze.
  • O: lei può essere un poco smemorata ogni tanto, quindi aggiungerò qualcosa io, a quel tempo quando le venne in mente la formulaMoon Prism Power, Make Up!” gliel’ho fatta ripetere trenta volte prima di decidere di approvarla definitivamente. Un altro motto a cui abbiamo lavorato davvero tanto è stato “in nome della Luna, io ti punirò!”. Penso di averla spinta a riconsiderarla almeno cento volte prima di essere entrambi d’accordo.
  • NT: suppongo che sia vero. Sai Osabu, eri un redattore davvero severo. (ride)
  • O: è sembrato come se l’avessi fatto almeno almeno cento volte, comunque.
  • NT: certamente.
  • A: ma poiché avete operato scelte così attente allora, ancora oggi il vostro lascito splende vivamente.
  • NT: a quel tempo, quando stavo creando i personaggi, ero solita pensare come elaborarli al meglio con tutte le mie forze. Ma sai, quando dovevo ripensare qualcosa cento volte prima che il mio redattore la accettasse, dicevo a me stessa: cosa diavolo sto facendo della mia vita? (ride)

Non lasciare le cose agli uomini della vecchia guardia

  • A: per me è affascinante come tutte le ragazze nell’opera siano così belle.
  • NT: sì. Ma i fumetti per ragazze sono così. È importante, giusto? Ma ai tempi gli uomini della vecchia guardia a Nakayoshi (come Osano-san) davvero non lo capivano. Dall’inizio io dissi: “voglio fare una serie a fumetti riguardante una squadra di cinque belle ragazze guerriere” e loro mi risposero: “aspetta un attimo. In una squadra di combattenti c’è sempre un personaggio divertente ed obeso ed un altro un po’ secchione che porta gli occhiali. Come puoi farle tutte e cinque carine?” e le proteste andarono avanti senza sosta. Oh, quei vecchi lì… penso che non avessero capito per nulla i fumetti per ragazze.
  • O: davvero era così… potrei sbagliarmi su qualche dettaglio su quello che sto per dire, ma… penso che allora le uniche serie TV con una squadra di combattenti fossero quella di Gatchaman e altre che la imitavano, in cui i personaggi erano tutti un po’ stereotipati.
  • NT: ai tempi pensai: “farò vedere a questi nonnetti anziani che delle belle ragazze come personaggi possono fare delle buone vendite e non lascerò la mia idea nelle loro mani”. Così ho dovuto lavorare sodo per sviluppare un senso di bellezza ed eleganza nei miei personaggi, senza pensare a quale fosse il loro tipo ideale. Allora i redattori della vecchia guardia di Nakayoshi pensarono che fossi testarda e non si curavano delle opinioni di noi autrici, è stato un periodo difficile.
  • A: quindi pensa che loro non avessero capito la poesia e la sottigliezza della Sua idea.
  • NT: certamente. Fu anche una sfida quando si è dovuto decidere lo schema dei colori. Inizialmente avevo proposto di usare dei colori pastello e quell’antiquato redattore di lungo corso mi disse: “devi usare dei colori più accesi”, “se vuoi che la rivista venda bisogna che tu usi molti blu e verdi, o gialli accesi”, “se vuoi usare il rosa, usa un rosa scuro” e fecero ogni tipo di richiesta a riguardo. In effetti quando ho deciso inizialmente il colore dei capelli di Sailor Moon li volevo argento, ma i vecchi nonnetti della redazione non hanno gradito neanche quella decisione ed erano realmente sconvolti, dissero che la rivista non avrebbe mai venduto se avessi usato un colore così scialbo. Quando poi dissi che pensavo che i capelli biondi fossero una scelta più adatta ad una principessa, per quanto riguarda la protagonista, qualcuno ha sogghignato e ha detto: “almeno non è una scelta da nonna come l’ultima volta”.
  • A: quindi è stato così che i capelli di Usagi hanno finito per essere biondi! Davvero interessante!
  • NT: penso di aver fatto la scelta giusta in quel caso, ma prendere decisioni simili era sempre una battaglia.
  • A: dai Suoi racconti sembra che abbia dovuto affrontare molte dure battaglie con i vecchi redattori allora. Forse anche più battaglie di quelle affrontate da Usagi e la sua squadra
  • NT: potrebbe essere vero. (ride)